ViVa –  Analisi e Valutazione degli interventi di prevenzione
e contrasto alla violenza contro le donne

PUBBLICAZIONI

Articoli e contributi su riviste nazionali ed internazionali

LA SOCIETÀ ITALIANA NELLE INTEMPERIE
DEL NUOVO MILLENNIO

CNR Edizioni

Sfidare il paradigma dell’emergenza. Le politiche antiviolenza italiane alla prova della pandemia

Demurtas P., Toffanin A.M.

Culture e Studi del Sociale – CuSSoc

Vol. 8 No. 2 (2023): La Violenza Maschile nelle Relazioni Affettive

Valutare per prevenire: la rilevazione del cambiamento negli autori di violenza tra procedure standard e indicatori qualitativi

Demurtas P., Peroni C.

WELFARE E ERGONOMIA

LVI, 89-99, (2022), DOI: 10.19272/202201203008

Il riconoscimento delle pratiche di lavoro dell’associazionismo femminile e femminista nel sistema dell’antiviolenza italiano

Demurtas P.

La critica sociologica

LVI, 89-99, (2022), DOI: 10.19272/202201203008

Per politiche trasformative. Spunti a partire dall’analisi del sistema italiano antiviolenza ai tempi della pandemia

Toffanin A.M.

PArtecipazione e COnflitto

15(3), 827-845, (2022), DOI: 10.1285/i20356609v15i3p827

We must draw a different future! Insights from the frontline anti-violence work during the pandemic in Italy

Demurtas P., Peroni C.

Rivista delle politiche sociali

n. 3-4 (2021)   

Contrastare la violenza sulle donne. Attori, processi e pratiche di un campo in evoluzione

Demurtas P., Misiti M., Toffanin A.M.

Contiene:

Il contrasto alla violenza sulle donne: attori, processi e pratiche di un campo in evoluzione. Nota introduttiva. 

Demurtas P., Misiti M., Toffanin A.M.

La violenza di genere, e nello specifico quella contro le donne, rappresenta una questione complessa che richiede per essere affrontata e rimossa l’impegno da parte di molti soggetti (Hester e al., 2007). Tirando le fila di un’attività di ricerca triennale, questo numero monografico intende fornire spunti di riflessione in vista della ridefinizione delle politiche antiviolenza, svelando le tensioni, le ambivalenze e le criticità di un sistema caratterizzato per una notevole pluralità, che deriva sia dalle storie dei singoli territori, sia dalle culture e dalle pratiche operative dei molteplici attori che concretamente vi intervengono per garantire il sostegno e la sicurezza delle donne in situazione di violenza. Le analisi proposte intendono riflettere sulle esperienze maturate nel sistema italiano. 

 

La metodologia dei centri antiviolenza e delle case rifugio femministe come «politica sociale di genere»

Busi B., Pietrobelli M., Toffanin A. M.

L’articolo esplora gli effetti del processo di regolamentazione in atto sulle pratiche di Centri antiviolenza (Cav) e case rifugio (Cr), in particolare di quelli gestiti dall’associazionismo femminile e femminista, inquadrandolo all’interno del dibattito teorico sul «riconoscimento». A partire dalle narrazioni di operatrici antiviolenza sulle rappresentazioni e le pratiche adottate nei loro interventi, analizziamo 1) la specificità della metodologia di accoglienza dei Cav basata sulla co-costruzione dei percorsi di fuoriuscita dalla violenza con le donne accolte, 2) il tema dei finanziamenti e 3) il ruolo delle operatrici. Si intende così approfondire come le pratiche di Cav e Cr si integrino nel sistema istituzionale antiviolenza in Italia, configurandosi come politica sociale di genere. L’analisi conferma come le politiche antiviolenza rappresentino un unicum all’interno del sistema delle politiche pubbliche nel loro complesso, specificatamente caratterizzate da un approccio di genere, intersezionale e multidimensionale. Infine, l’articolo mette in luce come il dibattito che attraversa il percorso di regolamentazione riveli sia i vincoli, sia, talvolta, alcuni spazi di opportunità per interpretare le esigenze di Cav e Cr e delle donne. 

 

Una convergenza impossibile? Gli interventi per autori di violenza in Italia tra resistenze e istanze innovatrici

Demurtas P., Peroni C.

Nel campo degli interventi antiviolenza, il riconoscimento dei Programmi per autori di violenza (Pav) è stato accompagnato da dubbi di diversa natura. Tra questi, le resistenze di alcuni centri antiviolenza (Cav) femministi si fondano sui timori per la sicurezza delle vittime. Il contributo analizza le tensioni che si sono originate nel processo di accreditamento dei Pav e le strategie da questi adottate per legittimarsi. A livello politico, si analizza la negoziazione interna ai Pav in occasione della codifica dei princìpi di riferimento nelle linee guida nazionali, mentre a livello operativo si discutono le tensioni emerse con i Cav in merito alle procedure adottate dai Pav per garantire la sicurezza delle partner degli autori presi in carico. In entrambi i casi emergono ambivalenze, tensioni e strategie per il loro superamento, che indicano possibilità di conciliare i diversi posizionamenti, nella prospettiva di garantire sicurezza alle vittime in un sistema integrato e coordinato di intervento. 

 

I centri antiviolenza nelle politiche regionali: eterogeneità e prospettive

Pasian P., Proia F.

Le politiche di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne sono definite, oltre che dalle disposizioni nazionali, anche da quelle regionali. A partire da una breve ricostruzione storica e normativa riguardante lo sviluppo del ruolo dei centri antiviolenza in Italia, il contributo analizzerà i contesti regionali e delle province autonome, al fine di esplorare i differenti assetti territoriali. L’articolo, ricostruendo la cornice formale entro cui si situa l’azione dei servizi, e approfondendo alcune dimensioni riguardanti l’inquadramento e il ruolo attribuito ai centri antiviolenza (Cav) a livello locale, propone una riflessione sul riconoscimento o meno delle loro peculiarità e sollecita la necessità di riconoscere le politiche antiviolenza come specifiche. 

 

Fare rete nel contrasto alla violenza maschile contro le donne

Gadda A., Mauri A.M.

Il contributo affronta il tema del lavoro di rete nella prevenzione e nel contrasto della violenza maschile contro le donne e si concentra in particolare sull’analisi delle dinamiche che hanno luogo tra centri antiviolenza/case rifugio e servizi generali nei processi di costruzione di relazioni operative stabili. Tali collaborazioni, oggi unanimemente considerate il presupposto fondamentale per la messa in atto di interventi integrati, efficaci e rispondenti ai bisogni e ai desideri delle donne in uscita dalla violenza, sono lette sia alla luce del ruolo dei Cav, delle case rifugio e dei servizi generali, che del confronto metodologico e culturale tra questi attori, con la finalità di mettere in risalto sia i principali esempi virtuosi che le maggiori criticità relative ai processi di costituzione e funzionamento delle reti territoriali antiviolenza. 

 

Violenza sulle donne e intersezionalità: la capacità di risposta degli interventi a supporto dell’empowerment socio-economico

De Pascale L., Carbone C.

Il saggio pone l’attenzione al carattere intersezionale della violenza e al tema delle discriminazioni multiple, tessendo un filo di Arianna tra i risultati emersi da una ricerca di campo realizzata nell’ambito di un lavoro di valutazione dei due Piani nazionali contro la violenza sessuale e di genere. La prima parte presenta i risultati di un’indagine sugli interventi nazionali finanziati dal Piano Straordinario 2015-2017 a valere dei fondi stanziati da due Avvisi pubblici. L’indagine si focalizza sulla capacità ed efficacia di presa in carico e di supporto all’empowerment socio-economico delle donne considerate un target maggiormente vulnerabile al rischio di subire diverse forme di violenza ed esposte a discriminazioni multiple: migranti anche di seconda generazione, incluse le donne rifugiate e richiedenti asilo. La seconda parte si propone di comprendere se le criticità rilevate emergono anche dall’analisi del focus group condotto con soggetti del privato sociale impegnati nel contrasto di tutte le forme di violenza. L’obiettivo è di comprendere se tali discriminazioni permangono come fattori che ostacolano l’efficacia degli interventi di policy per prevenire e contrastare la violenza sulle donne più vulnerabili.

Social Cohesion Papers

2.21, 67-73 (2021)

Il sostegno alle donne in situazione di violenza alla prova della pandemia

Toffanin A.M.,  Misiti M.,

InGenere

Rivista online di informazione, approfondimento, dibattito e proposte su questioni economiche e sociali, analizzate in una prospettiva di genere.

Violenza, primi dati dal progetto ViVa

Demurtas P., Misiti M. (aprile 2021).

Nuovi dati, vecchi problemi, politiche migliori: un primo bilancio dal progetto ViVa di Cnr e Irpps nato per monitorare e valutare gli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne.

I centri antiviolenza ai tempi del coronavirus

Mauri A. (maggio 2020)

Le ricercatrici e i ricercatori del Progetto ViVa (Irpps-Cnr) presentano i primi risultati dell’indagine I centri antiviolenza ai tempi del coronavirus, che nel mese di aprile ha coinvolto i centri antiviolenza attivi su tutto il territorio italiano.

about gender – rivista internazionale di studi di genere

V. 10 N. 19 (2021)

Emergenza nell’emergenza o problema strutturale? La violenza di genere ai tempi del Covid-19

Demurtas P., Peroni C.

Based on the literature on gender impacts of emergencies, this article focuses on interventions aimed at protecting women victims of gender-based violence during the Covid-19 pandemic in Italy, questioning the emergency paradigm. Starting from a review of the measures implemented at national level during the so-called Phase 1 of the emergency aimed at facilitating the requests for help and the taking charge of the victims, the article analyzes the original information of a survey carried out by CNR on the anti-violence centers during the lockdown.

 

QUADERNI DEL LABORATORIO INTERDISCIPLINARE DI RICERCA SU CORPI DIRITTI CONFLITTI

SOCIORAMA (2021)

 

Che genere di violenza? Appunti sulle definizioni di violenza, genere e patriarcato nei programmi per autori di violenza

Demurtas P., Peroni C., Sampaoli G.

 

VIVA. Violenza contro le donne in Italia.

Guerini Scientifica (2021)

Demurtas P., Misiti M. (a cura di).

Nella recente storia italiana i governi e le amministrazioni locali sono stati sollecitati dai movimenti femministi, e man mano da vari movimenti collettivi e da una larga opinione pubblica, a intervenire con politiche di prevenzione e di contrasto nei confronti delle violenze sulle donne. Inoltre, l’interpretazione di queste gravi fenomenologie si è inserita nella cornice politica e normativa internazionale dei diritti umani, sviluppando indicazioni per buone pratiche ma anche critiche sempre più stringenti alle mentalità sociali e istituzionali di resistenza al cambiamento. Per affrontare un problema pervasivo e di natura strutturale come la violenza di genere si rivela di importanza centrale l’azione congiunta di soggetti istituzionali e del privato sociale, attivi in ambiti differenti, che siano in grado di garantire la dovuta protezione e sostegno alle donne sopravvissute, ai loro figli e alle loro figlie, e avviare i necessari interventi di prevenzione.
Il progetto ViVa, nel suo percorso di ricerca, ha esplorato il sistema italiano degli interventi antiviolenza, coinvolgendo i suoi attori e mettendo in luce punti di forza e criticità delle relative politiche

Covid-19: riflessioni sull’emergenza, e oltre (2020)

La Rivista delle Politiche Sociali

I centri antiviolenza ai tempi del corona virus

Demurtas P., Peroni C. e Mauri A.

La limitazione della mobilità e le altre misure di contenimento relative alla pandemia di Covid-19 hanno allertato le istituzioni e le organizzazioni internazionali e nazionali attive nella prevenzione e nel contrasto alla violenza sulle donne rispetto ai maggiori pericoli dovuti da un lato alla convivenza forzata con i partner violenti e dall’altro alla riduzione nell’operatività dei servizi specializzati. Al fine di esplorare gli effetti prodotti dal lockdown sulle attività dei Centri antiviolenza (Cav) e sulle richieste ad essi rivolte dalle donne, il Cnr-Irpps ha realizzato un’indagine online, iniziata l’8 aprile e conclusasi il 4 maggio 2020, in concomitanza con la fine della cosiddetta Fase 1.

Le politiche e le pratiche antiviolenza in Italia

La Rivista delle Politiche Sociali 2/2020

Violenza contro le donne: il ruolo del Progetto ViVa nel contesto delle politiche in Italia, 161-176.

Toffanin A.M., Pietrobelli M. e Misiti M.

Le politiche a contrasto della violenza maschile contro le donne richiedono un approccio di genere, capace di riconoscere le radici socioculturali del fenomeno e di comprendere le conseguenze che la violenza comporta, per le donne e per la società. Tale approccio richiede strumenti di intervento e contrasto innovativi e multidimensionali. L’articolo si propone di indagare l’evoluzione delle politiche antiviolenza in Italia a partire dai risultati del Progetto ViVa che, adottando un approccio di genere, analizza le politiche e misure adottate, attraverso attività di ricerca-azione, di monitoraggio e valutazione.

Il monitoraggio degli interventi contro la violenza sulle donne: nodi critici e proposte, 177-191.

Gagliardi F., Molteni L.

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica prevede che gli Stati aderenti assicurino con sistematicità e continuità una azione di monitoraggio delle politiche destinate a prevenire e contrastare ogni forma di violenza, al fine di determinare la rispondenza degli interventi alle necessità delle vittime e agli obiettivi per cui tali politiche sono state elaborate. Partendo da alcuni nodi critici che caratterizzano l’attuale sistema nazionale di intervento, il contributo delinea sinteticamente la proposta che gli autori nell’ambito del Progetto ViVa hanno elaborato per sostenere il Dipartimento per le Pari opportunità nell’elaborazione di un sistema di monitoraggio centrale degli interventi attuati a valere sul Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020.

Così vicini, così lontani. I servizi specialistici di supporto alle donne vittime di violenza e i programmi rivolti ai maltrattanti, 193-210

Demurtas P.

La prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne si fonda sull’attività quotidiana di diversi attori che, pur accomunati da un obiettivo comune, impiegano approcci di intervento anche molto differenti. Tra i servizi specializzati, troviamo da un lato i centri antiviolenza e le case rifugio che sostengono le donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza; dall’altro i programmi rivolti agli uomini responsabilizzano i maltrattanti rispetto alla violenza agita, promuovendo un cambiamento nei loro comportamenti. Dopo aver descritto le principali caratteristiche di questi soggetti, il contributo discute i dati preliminari dell’indagine «I centri antiviolenza ai tempi del coronavirus», realizzata dal Cnr nel mese di aprile, in cui si evidenziano gli effetti dell’emergenza sanitaria sull’attività di supporto alle donne vittime di violenza e si descrivono le principali richieste che le operatrici rivolgono ai decisori politici.

Policies on Violence Against Women in a Comparative Perspective

Journal of Mediterranean Knowledge, Vo. 5 n.1 (2020)

VAW Policy Regimes in Italy: An Analysis Across Regional Governments and Women’s Centres

Toffanin A.M., Pietrobelli M., Gadda A. e Misiti M.

L’articolo analizza i processi di istituzionalizzazione degli interventi a contrasto della violenza maschile sulle donne in Italia. In particolare, attraverso un’analisi comparativa delle politiche contro la violenza contro le donne in tre regioni (Emilia-Romagna, Puglia e Lombardia), il contributo prova a rispondere alle seguenti domande: in che misura una politica che ha avuto origine dalle attività e dalle pratiche del movimento femminista è ora oggetto di processi di burocratizzazione? In che misura questi processi incidono sulle attività e le pratiche dei CAV?

Gender & Development

vol. 28 n.2, 377-392, (2020)

Violence against women in Italy after Beijing 1995: the relationship between women’s movement(s), feminist practices and state policies.

Toffanin A.M., Pietrobelli M., Busi B., e Misiti M.

L’Italia, come altri gli altri Stati membri delle Nazioni Unite, ha accettato l’invito a mettere fine a tutte le forme di violenza contro le donne e le bambine formalizzato nella Dichiarazione e nella Piattaforma d’Azione di Pechino 1995. Questo contributo analizza le tensioni e le sinergie tra il movimento delle donne e femminista italiano e le strategie istituzionali per implementare l’accordo di Pechino. A partire da dati qualitativi e quantitativi raccolti tra il 2018 e il 2019, sarà discusso fino a che punto il pensiero femminista e delle donne che ha portato alla strutturazione dell’intervento a contrasto della violenza maschile è stato (o meno) riconosciuto dalle istituzioni italiane negli ultimi 25 anni.

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